Conta solo il presente: Samb in missione a Reggio Emilia
La Sambenedettese prepara una trasferta ad alta tensione sul campo della Reggiana, con l’allenatore Filippo D’Alesio che richiama il gruppo a vivere di presente: le quattro gare utili sono archiviate, la classifica del Girone B non concede tregua e impone una “mentalità da risultato”. Disciplina tattica, aggressività sulla palla e disponibilità al sacrificio — anche da parte di chi subentra — restano i capisaldi per restare in carreggiata nella Serie C. Il tecnico chiede di non dimenticare il dolore provato quando la squadra era ultima: memoria e fame come anticorpi contro l’appagamento, con la necessità di guardarsi le spalle e fare punti pesanti lontano da casa.
Identità tecnica e spogliatoio: il “noi” prima dell’“io”
D’Alesio si definisce un tecnico diretto e trasparente, convinto che prima dei calciatori vengano le persone. Nello spogliatoio mette al centro gli aspetti umani: empatia per ascoltare e comprendere, ma anche fermezza nel togliere alibi e riportare il focus su ciò che si può controllare. Il “noi” supera l’“io” come principio guida: responsabilità condivise, partecipazione attiva, cura dei dettagli e applicazione quotidiana. Così la mentalità diventa patrimonio comune, mentre la disciplina tattica assicura ordine tra le fasi di gioco. L’obiettivo è un gruppo che corre, lotta e si aiuta, capace di adattarsi ai momenti della partita senza perdere intensità e concentrazione.
Formazione e infortuni: tra i pali tocca a Cultraro
Capitolo scelte: Krapikas non sarà della gara dopo il problema accusato a Livorno; tra i pali spazio a Cultraro. Restano indisponibili Nicoli e Marranzino, per i quali lo staff ha impostato un percorso prudente — anche in vista del Guidonia — per evitare accelerazioni rischiose. Sorride l’infermeria per Machin, che sta lavorando in modo differenziato e potrebbe rientrare nell’arco di una o due settimane. D’Alesio valuta rotazioni misurate, chiedendo a tutta la rosa disponibilità e impatto: sostanza sulle seconde palle, linee corte e compattezza, con la panchina pronta a cambiare ritmo quando la partita lo richiede.
Reggiana ferita, insidia maggiore: mai abbassare la guardia
Affrontare una Reggiana in un periodo complicato non significa avere vita facile: una squadra in difficoltà spesso reagisce con orgoglio, e i granata dispongono comunque di una rosa profonda e di qualità. La trasferta a Reggio Emilia impone quindi lucidità nella gestione delle transizioni, aggressività nei duelli e attenzione sulle palle inattive. La Samb dovrà mantenere alto il baricentro mentale, senza abbassare la guardia di fronte a eventuali assenze avversarie. Ritmo, compattezza e letture pulite saranno determinanti per indirizzare l’inerzia del match e dimostrare maturità nei momenti chiave.
Crescita misurabile e DNA di squadra: divertirsi a soffrire
Nel percorso di crescita, la Sambenedettese è passata in breve tempo da poco a molto, pur avendo ancora margini significativi: il tecnico stima la squadra attorno al 76% del proprio potenziale, con circa un 30% ancora da sviluppare sul piano collettivo. A Livorno si è vista una netta riduzione delle occasioni concesse; nell’ultima uscita, il calo del secondo tempo ha spinto il blocco più basso, ma la solidità non è venuta meno grazie a aggressività e collaborazione tra reparti. Questo è il DNA che D’Alesio vuole preservare: “divertirsi a soffrire”, lavorando forte ogni giorno per uscire dalla zona play-out del Girone B di Serie C e dare continuità ai segnali incoraggianti.