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Union Brescia: torna la V, all’asta il marchio 1911

Per l’Union Brescia luglio promette una doppia scossa identitaria: entro il mese tornerà sulle maglie la leggendaria “V”, mentre il 13 luglio andrà all’asta l’affidamento in uso del marchio storico Brescia Calcio 1911. Il simbolo, rimasto inattivo dalla fine del 2017, è oggi nella disponibilità della curatela fallimentare e non della famiglia dell’ex proprietario; a gestire la procedura è la professionista Barbara Lazzari. Bloccato nelle maglie della procedura nata dal fallimento della Brescia Service, già controllante di Gino Corioni, quel marchio torna ora al centro della scena. Due mosse che parlano al cuore dei tifosi e che restituiscono continuità a una storia capace di attraversare decenni e campioni, con un messaggio chiaro: il rilancio passa dall’identità, dentro e fuori dal campo.

Torna la V sulle maglie biancazzurre

Il ritorno della V sulle maglie biancazzurre era stato annunciato dal patron Giuseppe Pasini già al fischio finale della playoff con l’Ascoli. Un segno distintivo che riabbraccia la tradizione e rinsalda il legame con la città, riportando in primo piano un tratto grafico immediatamente riconoscibile. La V non è solo estetica: è memoria, appartenenza, orgoglio popolare. Rimetterla al centro del progetto significa dare un segnale forte a tifosi e sponsor, valorizzando la coerenza visiva del club e alimentando un racconto che unisce storia e ambizione. Un richiamo che promette di amplificare l’energia dello stadio e di fare da ponte tra passato e futuro, mentre si programma la stagione che verrà.

Asta per il marchio Brescia Calcio 1911

L’asta riguarda l’affidamento in uso triennale del marchio con l’impegno irrevocabile a partecipare alla successiva procedura per l’acquisto definitivo. Niente trattative private: la normativa fallimentare tutela i creditori e impone un percorso trasparente. Le cifre sono definite e, per molti, sorprendenti: circa 60mila euro l’anno per la licenza, 240mila euro per il riscatto finale, per un’operazione complessiva nell’ordine dei 420-450mila euro. Numeri contenuti se paragonati al valore identitario di un emblema che ha campeggiato sul petto di campioni come Roberto Baggio e che rappresenta un capitale emotivo unico per la piazza bresciana.

Regole, cauzioni e scadenze

Tempistiche e paletti rigidi

La procedura è blindata per scoraggiare i “disturbatori”: è prevista una cauzione doppia, pari al 20% del canone offerto per l’affidamento più il 20% del prezzo base dell’acquisto definitivo. Un filtro che garantisce la presenza di soggetti realmente intenzionati e solvibili. Il termine per presentare le offerte è fissato al 10 luglio, mentre l’asta si terrà il 13 luglio. Tempistiche serrate e regole chiare, pensate per valorizzare il marchio e assicurare una gestione lineare, con benefici diretti sull’immagine e sulla stabilità futura del progetto.

Spinta alla piazza e al progetto Serie B

Il rientro della V e l’iter sul marchio Brescia Calcio 1911 sono il volano perfetto per il progetto Serie B lanciato da Giuseppe Pasini. Identità e simboli alimentano appartenenza e partecipazione, possono riportare allo stadio chi si era allontanato e attrarre nuove energie intorno alla squadra. Investire su storia e riconoscibilità significa dare carburante emotivo a un percorso tecnico che punta a crescere con solidità. Con luglio alle porte e scadenze ravvicinate, Brescia si stringe ai suoi simboli più amati, pronta a trasformare orgoglio e memoria in spinta concreta per il futuro.

Autore dell'articolo: legaprocalcio