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Novara, Boveri: ‘Playoff sì, terzo posto? Troppo presto’

Mercato chiuso e attenzione di nuovo al campo: è il messaggio che arriva dal ds Federico Boveri, soddisfatto del lavoro svolto dal Novara in questa sessione di calciomercato. La rosa è stata rinforzata con profili mirati, scelti per alzare il livello competitivo e la fame agonistica di un gruppo che riparte dalla scorsa annata terminata al 13° posto. Tra retroscena, scelte tecniche e obiettivi dichiarati, il dirigente azzurro mette ordine: ambizione sì, ma con piedi ben piantati a terra in una Serie C che non perdona distrazioni.

Sette innesti per alzare l’asticella

“Finalmente si pensa solo al campo”, il mantra di Boveri al termine del calciomercato. Il Novara ha inserito sette pedine: Miceli, Moretti, Nichetti, Zambataro, Romano, Zuppel e Brancolini. Cinque arrivi a titolo definitivo e due in prestito, per dare profondità e alternative a una base già esperta di categoria. L’obiettivo è costruire una squadra intensa, capace di competere su ogni pallone e di portare in alto i colori azzurri. Spazio anche ai valori umani: il ds ringrazia pubblicamente Lorenzini, che ha declinato un’offerta importante nell’ultima settimana per non lasciare i compagni in difficoltà. Un gesto che cementa lo spogliatoio e fissa lo standard di appartenenza richiesto a chi veste questa maglia.

Porta a Brancolini, nessun allarme minutaggio

Il piano iniziale prevedeva un under tra i pali, ma la pista più calda è sfumata nelle ultime ore, spingendo il club verso un portiere over. Da qui la scelta di Federico Brancolini dall’Empoli, colta come occasione dell’ultimo giorno. Nessun campanello d’allarme sul minutaggio: lo staff tecnico ritiene la rosa ben bilanciata sul fronte degli under e pronta a garantire i punti necessari, anche grazie alla crescita interna di Lartey, prodotto del settore giovanile. Una virata di programma, dunque, ma ragionata, per dare immediato affidamento a un ruolo chiave senza snaturare l’equilibrio del gruppo.

Uscite complicate e tempistiche di mercato

Nessun calciatore fuori lista, ma qualche cessione non è andata in porto nonostante trattative avviate. La dirigenza ha parlato con tutti, confermando ognuno al centro del progetto. In questo quadro si inserisce il caso Agyemang, desideroso di cambiare aria: una scelta rispettata, con la società che ha lavorato in parallelo per l’arrivo di Zambataro, poi perfezionato a ridosso del gong per via delle classiche dinamiche degli ultimi giorni. L’idea alla base resta la stessa: profili funzionali, gruppo coeso e flessibile, ritmo e personalità per affrontare una Serie C sempre più selettiva.

Lanini resta: attacco di peso per la categoria

Eric Lanini ha ricevuto più proposte, anche da piazze ambiziose come Campobasso, Cosenza e Crotone, ma ha scelto di restare. Una decisione che il Novara accoglie con soddisfazione: nove reti lo scorso anno e la sensazione di poter alzare ulteriormente l’asticella. Sul tavolo c’è un’opzione contrattuale e il dialogo per il futuro è già aperto. Intanto, il reparto offensivo appare profondo e competitivo per la Serie C, grazie a mix di strutture, caratteristiche complementari e alternative utili a cambiare l’inerzia delle gare.

Obiettivo playoff, ma niente scorciatoie

La rotta è tracciata: centrare i playoff è un dovere, ma il ds è chiaro nel fissare l’asticella. Arrivare nono o decimo non basterà a rendere felice la società. Detto questo, parlare oggi di terzo posto è “prematuro”: sette nuovi innesti vanno amalgamati e il recente 13° posto impone umiltà. Nella griglia, Boveri vede al momento Union Brescia e Cittadella leggermente avanti, ma ribadisce come il Novara possa giocarsela con chiunque se manterrà identità, intensità e continuità. La classifica vera si leggerà alla 38ª giornata.

Il punto su Donadio: la versione del club

Chiarimento anche sul dossier Donadio. Il club ha comunicato al giocatore che, per scelte tecniche, avrebbe valutato un’uscita solo a condizioni soddisfacenti per lui. Da quel momento, l’entourage ha chiesto la non convocazione: scelta rispettata, con esclusione pure dalla presentazione ufficiale per coerenza con la richiesta. Nessuna rottura plateale, dunque, ma un percorso condiviso e trasparente, nel pieno rispetto del professionista e delle dinamiche interne.

Autore dell'articolo: legaprocalcio