Verso Juventus Next Gen–Pergolettese
La Juventus Next Gen riparte da uno spettacolare 3-3 che ha messo in mostra carattere e limiti di una squadra costruita per crescere in fretta nel Girone A di Serie C. In vista della gara con la Pergolettese, Massimo Brambilla mette l’accento su quanto di buono si è visto: la capacità di reagire sotto di due reti e di ribaltare l’inerzia con qualità e personalità. La settimana di lavoro, racconta l’allenatore, ha consolidato un gruppo «giovanissimo» che sta imparando a conoscersi, alzando intensità e sincronismi tra i reparti. L’obiettivo è dare continuità al gioco propositivo, ma con maggiore lucidità nelle scelte, per trasformare le fiammate in una prestazione piena, competitiva dall’inizio alla fine.
Reazione da squadra e margini di crescita
Se la rimonta ha certificato un’identità coraggiosa, lo stesso match ha evidenziato due aree decisive su cui intervenire: l’approccio ai primi minuti e la gestione del finale. Brambilla lo interpreta come un passaggio fisiologico per un gruppo così giovane: la spinta emotiva c’è, ma serve accumulare esperienza per «chiudere» prima le partite e leggere meglio le situazioni calde. In allenamento si è lavorato su compattezza, distanze e tempi di pressione, così da proteggere meglio la linea difensiva nelle transizioni e mantenere pulito il possesso quando la partita richiede calma. La squadra vuole capitalizzare le occasioni create e ridurre gli alti e bassi, trasformando la reazione in abitudine vincente.
Movimenti di mercato e identità della squadra
Nel recente mercato diversi giocatori hanno salutato: c’è chi ha cercato più spazio altrove, chi è salito in B o ha scelto un’esperienza all’estero. Brambilla ha ringraziato tutti, guardando però al presente con pragmatismo: il gruppo che resta è ancora più giovane e ha ampi margini. Lo staff sta accelerando i processi di integrazione, puntando su principi chiari: aggressività senza palla, costruzione pulita, ampiezza e associatività tra centrocampo e attacco. L’idea è coniugare entusiasmo e disciplina tattica, così da rendere sostenibile l’intensità per 90 minuti. La compattezza dovrà essere il vero fattore competitivo nelle sfide equilibrate del Girone A.
L’innesto di Filippo Melegoni
L’ultimo giorno utile ha portato in bianconero Filippo Melegoni, profilo che l’allenatore conosce da tempo e considera ideale per dare struttura a una rosa verde. La sua esperienza e la duttilità tra regia e mezzala possono alzare la qualità delle uscite dal basso e la gestione dei ritmi. In una squadra che crea molto, Melegoni aggiunge letture, leadership silenziosa e la capacità di prendersi responsabilità nei momenti complessi. Per Brambilla sarà un riferimento tecnico e mentale, utile anche a far crescere i più giovani, accelerando la maturazione collettiva che il club ricerca con convinzione.
Le chiavi contro la Pergolettese
Contro la Pergolettese serviranno attenzione sull’uscita palla degli avversari, densità tra le linee e immediatezza nel recupero dopo perdita. La Juventus Next Gen punterà su ritmo e ampiezza, cercando di verticalizzare con tempi giusti e presidiare l’area con più uomini. Fondamentale l’equilibrio: pressione alta sì, ma con coperture preventive per non concedere campo alle ripartenze. Il lavoro di settimana ha dato buone risposte: adesso tocca tradurle in concretezza, trasformando l’energia del gruppo in punti pesanti per la classifica della Serie C.