Tre reti, punti pesanti e uno spogliatoio sempre più compatto: il Ravenna ritrova slancio in Serie C piegando il Campobasso e tenendo nel mirino la capolista Spezia, ancora a +5. Andrea Mandorlini applaude la risposta dopo il passo falso con la Pianese, sottolinea la maturità nella gestione e si gode un gruppo che ha saputo trasformare l’energia nervosa in concretezza. Nel mezzo, un retroscena che racconta l’unità del collettivo: sul rigore è stata la squadra a scegliere il tiratore.
Tris al Campobasso e sguardo allo Spezia
Partenza sprint, due-tre occasioni nitide per Simone Rabbi e gara subito incanalata sui binari giusti: il Ravenna ha imposto ritmo e idee, capitalizzando l’inerzia e colpendo con freddezza. Nella ripresa è affiorato un fisiologico calo mentale, con qualche concessione di troppo, ma il terzo sigillo ha chiuso definitivamente la contesa. Mandorlini parla di “remi un po’ in barca” più per tensione che per condizione, rivendicando però la necessità di questi tre punti per restare in scia in Girone B. Nel mirino c’è ora lo scontro diretto con lo Spezia: un’opportunità concreta per accorciare, da affrontare con la stessa lucidità mostrata nella gestione del vantaggio.
Vinicius torna titolare: qualità ed equilibrio
Dopo il lungo stop, Vinicius ritrova una maglia dall’inizio e alza immediatamente il livello del palleggio. Per Mandorlini è un elemento imprescindibile nel disegno tecnico-tattico: garantisce qualità pulita, linee di passaggio chiare ed equilibrio tra i reparti. La sostituzione nel finale è frutto della stanchezza accumulata, ma il segnale è netta: con lui a pieno regime, la squadra guadagna serenità e tempi di gioco più razionali. Un recupero che vale quasi come un acquisto, specie in vista delle sfide al vertice del Girone B.
Scelte tattiche mirate: meno pressione alta, più campo agli esterni
L’avvio senza pressing feroce sulla costruzione avversaria non è casuale: dopo la lezione di Piancastagnaio, il Ravenna ha preferito un approccio prudente, bloccando meglio lo spazio e lasciando metri ai due esterni per ribaltare l’azione. Una lettura situazionale, coerente con l’obiettivo principale: ritrovare gol e vittoria. La strategia ha pagato, perché ha ridotto i rischi e valorizzato le ripartenze. Dentro questo piano c’è anche la gestione emotiva: limitare le corse a vuoto ha aiutato a mantenere lucidità e a non disunirsi nei momenti in cui la partita poteva complicarsi sul piano nervoso e ambientale.
Centrocampo profondo: alternative e profili complementari
Il reparto mediano sta diventando la cassaforte dell’equilibrio. Con Lonardi e Casiraghi in crescita e l’assenza pesante di Duca, Mandorlini ha sottolineato la ricchezza di soluzioni: c’è chi, come Nicolas Viola, illumina il fraseggio con qualità diverse, e chi, come Tenkorang, sa spaccare la gara entrando dalla panchina (e firmando il gol). L’idea è chiara: tanti profili differenti per modellare il centrocampo sulle esigenze del match, mantenendo intensità, coperture e creatività. Un cantiere voluto e costruito per durare lungo tutto l’arco del campionato.
Il retroscena sul rigore: la scelta del gruppo
Il momento simbolo è dagli undici metri. Dopo che Rabbi aveva trasformato il precedente, molti si aspettavano lui sul dischetto. Invece è andato Casiraghi, per una decisione nata nello spogliatoio e rispettata da tutti. “Sovrana la scelta della squadra”, ha detto Mandorlini, felice soprattutto per il segnale di coesione: quando il gruppo decide, l’identità si rafforza. E se poi il pallone finisce in rete, la fiducia cresce a cascata.
Verso lo Spezia: recuperi, ballottaggi e armi dalla panchina
Capitolo volata: Fischnaller è rientrato tra i disponibili, Soleri ha aggiunto minuti preziosi, mentre Spini e Orellana hanno dato sostanza a gara in corso. L’ipotesi della coppia Rabbi–Fischnaller dal primo minuto resta aperta, ma non è l’unica opzione. Il messaggio del tecnico è chiaro: saranno spesso i subentranti a orientare gli episodi. Contro lo Spezia serviranno organizzazione, intensità e la stessa fame mostrata con il Campobasso, perché i numeri della capolista parlano da soli e nel calcio, quando parlano i numeri, i margini d’errore si assottigliano.