Sorrento incassa il terzo ko nelle ultime quattro gare: contro la Scafatese finisce 3-2 dopo un primo tempo da dimenticare, chiuso sul 3-0. La corsa nel Girone C di Serie C si fa più complicata, con il margine dal Potenza che sale a quattro lunghezze. Eppure la ripresa racconta una squadra diversa: orgoglio, intensità e due reti nel finale che rendono il passivo meno pesante. Nel dopo gara Vincenzo Maiuri indica la via: meno ingenuità, più percezione del pericolo e, soprattutto, umiltà per trasformare la lezione in slancio.
La gara e l’approccio
L’avvio non tradisce l’idea di una squadra pronta: due chance pericolose prima del vantaggio ospite, nato da calcio d’angolo, e poi il blackout. In tre frangenti la palla persa in uscita spalanca le ripartenze gialloblù e al 12’ la Scafatese è già avanti di due. Cambia l’inerzia, cala la fiducia e un gruppo giovane come il Sorrento perde riferimenti. Gli avversari, solidi e cinici, non hanno bisogno di regali. «Partite così – sottolinea l’allenatore – devono ricordarci cosa non può più accadere»: concentrazione sulle palle inattive, gestione pulita del primo passaggio e letture difensive più rapide.
Le parole di Vincenzo Maiuri
«L’atteggiamento iniziale era giusto, ma abbiamo pagato errori evitabili», spiega Vincenzo Maiuri, che rifiuta la logica dell’alibi. La parola “reazione” non lo convince: il tecnico preferisce una mentalità che punti ad imporre il gioco, prendendo l’iniziativa e costringendo l’avversario ad adeguarsi. L’analisi tocca i nodi decisivi: gestione emotiva dopo l’1-0, lucidità nelle uscite palla a terra e maggiore attenzione nelle marcature preventive per spegnere i ribaltamenti di fronte.
Assenze e responsabilità
Nel conto figurano defezioni pesanti (Cargnelutti, Cangianiello, Marchesi, Tonni), ma il tecnico non si nasconde: «Avevamo comunque mezzi e risorse per fare meglio del primo tempo». L’immediata risposta dopo l’1-0 non è arrivata e la squadra è scivolata in sfiducia fino al 3-0. Nella ripresa, però, il Sorrento rientra con dignità: compattezza tra i reparti, più ordine in costruzione e coraggio nelle seconde palle. «I ragazzi mettono cuore ogni giorno: volevano evitare una brutta figura e ci sono riusciti».
La ripresa e la quasi rimonta
Più presenza nella metà campo avversaria, catena di sinistra propositiva e cambi mirati ridanno ritmo ai rossoneri: la rimonta resta incompiuta, ma i due gol nel finale certificano carattere e condizione. Il messaggio è chiaro: non basta “reagire”, serve agire prima, dettare i tempi e proteggere i momenti chiave (palle inattive e transizioni) per non riaccendere l’avversario. Dettagli che, a questo livello, fanno la differenza tra rincorrere e gestire.
Obiettivo: umiltà e crescita
La traccia è tracciata: ripartire con umiltà, alzare la soglia d’allerta, ridurre gli errori grossolani e tenere alta la fiducia nel percorso. Da martedì si torna a lavorare con la “testa giusta”, parola di Maiuri, che applaude la Scafatese per il successo meritato e chiede al Sorrento di far tesoro della lezione per restare agganciato alla corsa in Serie C Girone C.