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Potenza show: attacco record in C, solo Barcellona meglio

Potenza, attacco da record in Serie C

Scatta in pochi metri, ribalta il campo e punge senza fronzoli: il Potenza sta riscrivendo il suo inizio di stagione nel Girone C con numeri che fanno rumore. In nove giornate ha realizzato 24 gol (media 2,67 a partita), miglior attacco dell’intera Serie C e, allargando lo sguardo ai top campionati del continente, superato soltanto dal Barcellona. L’ultimo squillo è arrivato allo Zaccheria: 3-1 sul Foggia firmato D’Auria, Petrungaro e un’autorete di Smeraldi. È la quarta vittoria consecutiva: 22 punti, primo posto e fiducia crescente. In avanti i riferimenti sono D’Auria, Selleri e Petrungaro, ma il gol è un affare collettivo: corse in profondità, scambi rapidi e inserimenti di più uomini dentro l’area, in un calcio diretto che accelera appena si apre uno spiraglio.

Numeri che svelano l’identità

I dati raccontano una squadra controcorrente. Il possesso medio è intorno al 48,3%, con circa 300 passaggi riusciti a partita e appena 3,3 cross precisi: non è una formazione che addormenta il gioco né che cerca sistematicamente l’ampiezza. Eppure guida la classifica per reti segnate e primeggia per tiri in porta (6,9 a gara, meglio anche del Trento a 6,4). La spiegazione è nel piano partita: pressione sul primo controllo avversario, riconquista immediata e attacco fulmineo dello spazio centrale. Poche pause, tanta aggressività: un calcio verticale che riduce i tempi di decisione e mette continuamente i finalizzatori nelle condizioni ideali per colpire.

Verticalità e concretezza: la formula vincente

La produzione offensiva è impressionante anche nella qualità: 29 grandi occasioni create finora, seconde solo al Cerignola. C’è margine per crescere, visto che 15 opportunità sono sfumate a un passo dalla rete. D’Auria e Petrungaro sono spesso nel vivo dell’azione, ma la pericolosità nasce dalla partecipazione di tutta la squadra: seconde palle aggredite, tagli senza palla e conclusioni pulite dall’interno dell’area. In questo scenario, la verticalità non è una scelta estemporanea, ma un principio costante: si va dritti alla porta, evitando fronzoli e aumentando il volume di conclusioni da zone ad alta percentuale.

Equilibrio difensivo da affinare

Se davanti il Potenza vola, dietro resta qualcosa da registrare: 1,3 gol incassati a partita e solo due gare a porta inviolata. La squadra tende a lasciare le sfide aperte, confidando nell’efficacia dell’attacco per indirizzare il risultato. Lo 0-0 di metà settembre a Bari è l’eccezione che conferma la regola: nove tiri nello specchio contro tre, con i lucani fermati soltanto da una grande serata di Cerofolini. Un segnale duplice: il potenziale offensivo è affidabile anche contro avversari attrezzati, ma la gestione dei momenti difensivi può ancora fare un salto di qualità per blindare i vantaggi.

Calendario e ambizioni: la rotta è tracciata

All’orizzonte c’è la rivincita al Viviani in Coppa Italia di Serie C il 27 ottobre, nuovo banco di prova per misurare maturità e continuità. Il confronto europeo si aggiornerà strada facendo, ma l’impronta è chiara: il Potenza non controlla il ritmo, lo impone; non accompagna l’azione, la attraversa. A questa velocità, poche squadre sono riuscite a mettersi di traverso. Continuare a convertire l’alto numero di tiri in porta e consolidare le letture difensive può trasformare un avvio scintillante in un percorso stabile ai vertici del Girone C.

Autore dell'articolo: legaprocalcio