Nella Serie C tutto corre veloce: tra equilibri sottili e sorprese in serie, la 10ª giornata del Girone A ha offerto risposte chiare. La nostra Top 11 premia chi ha inciso davvero, tra interventi che valgono un gol, strappi decisivi e freddezza sotto porta. Un mosaico di gesti tecnici e personalità, dove ogni tassello racconta un frammento del turno appena archiviato e spiega come si vincono le partite quando contano attenzione, letture e qualità nel momento giusto.
Portiere e difensori
Tra i pali, Alessandro Zanellati (Cittadella) blinda lo 0: prodezze da copertina, riflessi granitici e anche un pizzico di buona sorte con i legni a fare da alleati. In retroguardia, Silvan Sidler (Lecco) domina nell’area avversaria e sigla di testa la sua firma nella goleada vercellese, mostrando autorevolezza e concentrazione per novanta minuti. Accanto a lui, Alessio Maestrelli (Treviso) compie un salvataggio da applausi che pesa come una rete segnata: lettura perfetta, tempo d’intervento da veterano e porta inviolata salvaguardata con un gesto che fotografa il suo impatto sulla gara, da classe 2003 ma con personalità matura.
Centrocampo ad alta intensità
Filippo Faggi (Albinoleffe) spacca la partita entrando all’intervallo: dopo quattro minuti disegna l’assist che cambia l’inerzia e nel finale trova il gol che la chiude. Ritmo e inserimenti sono il suo marchio. Davide Dell’Erba (Novara) ritrova la maglia da titolare dopo mesi e la onora con una conclusione splendida e imparabile. Sulla corsia, Angelo Ndrecka (Cittadella) è una furia: spinge senza sosta, copre con ordine e completa la transizione decisiva, avviandola e finalizzandola con il gol. Uomo ovunque, sempre dentro l’azione. Faro della manovra, Daniele Ferrandino (Pergolettese): dalle sue giocate nascono tutte le tre reti dei gialloblù. In tabellino vanno due assist, ma è suo anche il passaggio che provoca l’autogol: visione, tempi e pulizia tecnica al servizio della squadra.
Attacco, cinismo e talento
Abdoulaye Sall (Carpi) entra e cambia tutto in meno di venti minuti: prima firma il sorpasso, poi regala con altruismo l’assist del tris. Un jolly che chiede spazio a suon di concretezza. Arman Durmisi (Juventus Next Gen) decide la sfida col Renate con una doppietta: terzo centro in una settimana, letture rapide e pulizia nel finalizzare le occasioni. Fantasia e pesantezza specifica nei calci piazzati per Simone Comelli (Giana Erminio): punizione-gioiello che sblocca il match col Brescia, corsa e strappi continui che logorano gli avversari. Da rapace d’area Alex Rolfini (Alcione Milano): fiuta due errori, colpisce immediatamente e raddoppia prima dell’intervallo, indirizzando il confronto fin dal pronti-via.
La guida in panchina
Mario Tacchinardi (Giana Erminio) orchestra il primo successo stagionale contro l’avversario più blasonato del girone, il Brescia. Dall’arrivo in panchina non ha ancora conosciuto sconfitta: due pareggi a sistemare gli equilibri, poi il colpo da tre punti contro la corazzata. Scelte lucide, principi chiari e una squadra corta, aggressiva, capace di soffrire e colpire al momento opportuno: la Top 11 trova qui il suo regista fuori dal campo, simbolo di un turno che premia idee e coraggio.