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Potenza ai quarti, Tisci: «Orgoglioso del gruppo»

Potenza in grande slancio: il pass per i quarti di finale di Coppa Italia Trenitalia Regionale certifica la crescita di una squadra che ha fatto dell’atteggiamento e della cura dei dettagli il proprio marchio. Nel dopo gara, Ivan Tisci non nasconde la soddisfazione per un successo maturato contro un Bari costruito per vincere, sottolineando come la coesione del gruppo e l’intensità quotidiana in allenamento stiano trasformando l’ambizione in risultati concreti nel Girone C.

Lo spirito che fa la differenza

Per Tisci, la vera forza del Potenza è la mentalità coltivata giorno dopo giorno. L’allenatore racconta di sedute in cui anche chi sa di non partire titolare alza il ritmo per spingere i compagni, creando un’energia positiva che si riflette in campo. La formazione era stata definita con anticipo, con un dubbio in attacco e la scelta di lasciare Mazzeo inizialmente in panchina: decisione tecnica, non punitiva, dentro una logica di gruppo in cui tutti si sentono coinvolti. È questa serietà nell’allenamento, spiega Tisci, a rendere orgogliosi: ogni gara ha la sua storia, ma l’approccio e la condizione sono segnali limpidi di solidità.

La replica a Rastelli: «Vittoria meritata»

Alle parole di Rastelli — secondo cui il Bari non avrebbe «rubato nulla» in caso di successo — Tisci risponde con fermezza e misura: il Potenza ha interpretato la partita nel modo giusto e ha vinto con merito. «Bisogna guardare in faccia la realtà», ribadisce, rimarcando come i suoi abbiano saputo imporre l’idea di gioco contro un avversario di alto profilo. Il risultato dà ragione alle scelte, pensate non per premiare singoli ma perché l’intero gruppo le meritava sul campo. Una prova di maturità che consolida autostima e identità.

Scelte tecniche e competizione interna

Nella gestione delle risorse, Tisci valorizza una rosa profonda, dove la concorrenza interna alza lo standard di ogni seduta. La panchina di profili esperti come Mazzeo è la cartina tornasole di un ambiente che accetta le decisioni con professionalità, conoscendo i piani gara e i dettagli studiati dallo staff. L’allenatore sottolinea come la disponibilità dei singoli a mettersi al servizio della squadra consenta di mantenere intensità alta per novanta minuti e oltre, con ricambi pronti a incidere. Questo equilibrio tra meritocrazia e appartenenza è una chiave della corsa del Potenza.

Consapevolezza, onestà e cultura sportiva

La prestazione contro il Bari aggiunge consapevolezza: i giocatori sanno di essere competitivi e vogliono continuare a spingere. Tisci invita però alla calma e a un’analisi lucida: ci saranno gare in cui gli avversari, per qualità, metteranno in difficoltà. Riconoscerne i meriti fa parte dell’onestà intellettuale che l’allenatore rivendica, anche per “educare” il tifo a evitare giudizi unilaterali. Valutare con equilibrio, spiega, è l’unico modo per crescere nel medio periodo senza forzare letture o creare aspettative distorte.

Verso i quarti: ambizione con i piedi per terra

Con il biglietto per i quarti di finale in tasca, il Potenza guarda avanti senza perdere la bussola che l’ha portato fin qui: lavoro quotidiano, scelte chiare e mentalità da squadra. L’asticella si alza, ma il percorso resta lo stesso: ritmo, organizzazione e responsabilità condivise. È questa la rotta tracciata da Ivan Tisci per continuare a sorprendere in Coppa Italia Trenitalia Regionale e in campionato.

Autore dell'articolo: legaprocalcio