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Angelozzi: Gironi Serie C ingiusti, B più competitivo

Guido Angelozzi non usa giri di parole: per il direttore tecnico dello Spezia, la Serie C non offre lo stesso livello di difficoltà in tutti i raggruppamenti. Intervenuto a Centotrentuno, il dirigente ha evidenziato come il criterio orizzontale adottato dalla Lega Pro abbia concentrato nel Girone B un numero anomalo di squadre forti, soprattutto per effetto delle retrocessioni dalla Serie B. Un mix che, a suo giudizio, ha reso il cammino più irto per chi ambisce ai piani alti. Pur riconoscendo il buon momento dei liguri, Angelozzi invita a non farsi abbagliare dalla classifica provvisoria e a misurare il valore reale solo nel cuore della stagione.

Girone B, livello alzato dalle retrocessioni

Secondo Angelozzi, la presenza di tre formazioni scese dalla cadetteria nello stesso raggruppamento ha inevitabilmente innalzato gli standard competitivi. In un contesto già esigente, l’accumulo di club abituati a ritmi e organici da B sposta gli equilibri e riduce i margini d’errore. Da qui la critica al meccanismo “orizzontale” che, nell’intento di distribuire geograficamente le partecipanti, finisce per creare squilibri tecnici. Per lo Spezia, che oggi viaggia in quota, significa dover gestire una concorrenza fitta e saper metabolizzare anche eventuali passaggi a vuoto senza perdere contatto con il vertice.

Ravenna, Perugia e Campobasso, rivali d’alta quota

Nel mosaico del Girone B spiccano realtà in piena ascesa. Il Ravenna, reduce da un’annata brillante e ulteriormente rinforzato, rappresenta per il dirigente un riferimento di solidità. Accanto ai romagnoli, Perugia e Campobasso vengono indicate come squadre strutturate, dotate di qualità e profondità, in grado di tenere il passo fino all’ultima curva. Un pacchetto di avversarie che, sommato alle retrocesse, rende il calendario più pesante e impone gestione accurata tra rotazioni, dettagli tattici e cura dei particolari che spesso decidono gli scontri diretti.

Il confronto con il Girone C

La lettura del dirigente spezzino si allarga poi agli altri raggruppamenti. Nel Girone C non mancano club dal grande blasone – come Bari, Catania e Salernitana – ma, a suo avviso, l’insieme risulta oggi meno attrezzato rispetto al B. Non è un giudizio di valore assoluto, quanto la percezione di un equilibrio differente: meno densità di organici “pronti subito” e, di conseguenza, più spazio per strappi individuali o serie positive prolungate. Per chi lotta nel B, ogni punto pesa doppio e il margine per rimediare a un passo falso è più sottile.

Spezia in vetta, ma conta arrivare a primavera

L’attuale primo posto dello Spezia non cambia l’approccio indicato da Angelozzi: la vera verifica arriverà tra aprile e maggio. Stare davanti ora aiuta l’autostima, ma la continuità – tra gestione delle energie, attenzione ai dettagli e mentalità – resta la chiave per non disperdere quanto costruito. Il messaggio allo spogliatoio è chiaro: bene il presente, ma testa fredda e concentrazione totale sul percorso. Solo al triplice fischio dell’ultima giornata si potrà misurare il valore del cammino e capire quanto il peso specifico del Girone B avrà inciso sugli equilibri dell’intero campionato.

Autore dell'articolo: legaprocalcio