squadre favorite promozione

Livorno, Lucarelli: «Ripresa in calo, paura di vincere»

Un pareggio che lascia rimpianti per il Livorno: sul campo del Forlì finisce 1-1, con gli amaranto avanti nel primo tempo grazie a Malotti e raggiunti nella ripresa. Nel giorno in cui serviva una scossa dopo il ko interno con il Pescara, la squadra di Cristiano Lucarelli mostra due volti opposti: brillante e aggressiva prima dell’intervallo, contratta e meno lucida nella seconda parte. Nel post gara il tecnico non nasconde l’amarezza, puntando il dito su intensità e gestione dei momenti chiave, aspetti che hanno fatto scivolare via due punti pesanti in Serie C Girone B.

Primo tempo convincente, poi il calo

Per l’allenatore, la differenza l’ha fatta l’andamento dei 90 minuti: nella frazione iniziale il Livorno ha tenuto il baricentro alto, ha palleggiato con sicurezza e ha capitalizzato con Malotti. Dopo l’intervallo, invece, il Forlì ha alzato ritmo e pressione, prendendo campo e possesso. Il terreno, impegnativo e non al meglio, non diventa però un alibi nella lettura di Lucarelli: a cedere sono stati energia, attenzione e qualità nell’uscita palla. Il risultato è un finale in sofferenza, con diverse mischie in area e il pari incassato proprio su una situazione sporca che poteva essere gestita con maggiore freddezza.

L’aspetto mentale: «paura di vincere»

Più dei fattori tecnici, pesa l’aspetto mentale. Secondo Cristiano Lucarelli, il gol subito nel finale contro il Pescara ha lasciato scorie evidenti: al primo segnale di difficoltà, la squadra si è abbassata, ha perso aggressività e ha mostrato quella «paura di vincere» che frena nelle scelte e sporca le giocate. Nei minuti conclusivi, proprio questa insicurezza ha impedito di controllare meglio le seconde palle e di chiudere con più determinazione le marcature sulle palle inattive, alimentando quelle mischie che hanno rianimato gli avversari. Per cambiare rotta, serviranno coraggio, personalità e gestione del ritmo per tutti i 90 minuti.

Scelte tattiche: ritorno al 3-5-2

Dal punto di vista tattico, il Livorno è ripartito dal 3-5-2, sistema scelto per coprire meglio l’ampiezza e velocizzare le transizioni lungo tutta la fascia. In questa fase, per Lucarelli è impossibile rinunciare ai tre centrocampisti, cardine dell’equilibrio tra pressione e protezione, mentre gli esterni non sono ancora al top della condizione. Valutazione fatta anche alla luce del valore dell’avversario: una squadra di qualità, capace recentemente di rifilare sei reti al Pescara, dato che imponeva densità centrale e attenzione nelle scalate difensive. L’impianto, nel complesso, ha retto finché sono rimaste alte intensità e distanze.

Cambi obbligati: Mawete e Malotti

Le sostituzioni hanno avuto natura preventiva più che strategica: Mawete è uscito per crampi, Malotti è stato richiamato in panchina dopo l’ammonizione per evitare rischi nella gestione del finale. Senza questi contrattempi, ammette l’allenatore, ci sarebbe potuta essere un’ulteriore variazione sul fronte offensivo. Nonostante tutto, a livello di posizionamento la squadra ha continuato a tenere il campo con ordine. Il prossimo passo passa dalla ricerca di continuità: stesso piglio del primo tempo, ma esteso all’intero arco della gara, per trasformare prestazioni a sprazzi in punti pieni.

Autore dell'articolo: legaprocalcio