Bilancio e identità dopo dodici giornate
Uno sguardo alla classifica dopo dodici giornate racconta un cammino convincente: per il Lumezzane il primo bilancio è positivo e in linea con la rotta fissata in estate. A confermarlo è il direttore sportivo Simone Pesce, soddisfatto delle risposte arrivate da una rosa ulteriormente ringiovanita e da uno staff tecnico rinnovato. Con un’età media più bassa era naturale mettere in conto qualche oscillazione, ma le prestazioni hanno dato qualità e identità. Rimane un pizzico di rammarico per punti lasciati per strada, sebbene la rimonta nell’ultima gara interna con l’Arzignano abbia mostrato carattere e capacità di reazione: segnali preziosi per un gruppo che vuole restare protagonista in Serie C e nel competitivo Girone A.
Giovani protagonisti e risposte dal campo
Proprio contro l’Arzignano le difficoltà non sono mancate: assenze pesanti in formazione, a partire da Anatriello, e un avversario tra i più in forma del momento. Il Lumezzane, però, ha capitalizzato l’occasione per dare spazio ai propri talenti: esordio per un classe 2007 del vivaio e minuti importanti per profili come D’Angelo, subito all’altezza. Questo è il solco tracciato dal club: far crescere i giovani dentro le partite vere, responsabilizzandoli senza snaturare l’equilibrio della squadra. Per Pesce, il passo in avanti passa dalla continuità: farsi trovare pronti quando si è chiamati in causa e trasformare le opportunità in rendimento, giornata dopo giornata.
Un Girone A più equilibrato che mai
Guardando al campionato, Pesce intravede il torneo più equilibrato degli ultimi anni. Dalla quarta-cinta in giù il livellamento delle rose è evidente e le distanze tra playoff e playout rischiano di assottigliarsi. Club reduci da annate complicate hanno investito con decisione: Novara ambizioso, Pro Vercelli con l’asticella alzata, Treviso neopromosso ma già competitivo. In vetta, l’Unione Brescia resta per il d.s. la rosa più attrezzata, mentre il Cittadella conferma storia e struttura, con una direzione sportiva solida. E poi c’è il Trento: gruppo consolidato, lavoro lungo e un allenatore capace, la classica mina vagante pronta a scombinare i piani altrui.
Verso Alcione: filosofia chiara, spazio ai ragazzi
All’orizzonte c’è l’Alcione, realtà in crescita con meccanismi oliati, identità chiara e stesso allenatore da più stagioni: una trasferta insidiosa. Il Lumezzane dovrà farlo ancora senza Anatriello, fermato da due giornate di squalifica dopo la gara con la Pergolettese. Una mancanza che diventa opportunità, coerente con la filosofia societaria: valorizzare una rosa giovane affiancando elementi esperti che facciano da guida. I nomi sono noti: Paghera, Rolando e Rocca, oltre a Torregrossa, atteso al rientro per aggiungere peso e alternative in avanti.
Scelte di mercato e segnali dall’attacco
Capitolo mercato: nessuna rivoluzione all’orizzonte. Il calciomercato di gennaio sarà affrontato con pragmatismo, valutando insieme allo staff tecnico se integrare caratteristiche specifiche senza snaturare il lavoro di giugno. La priorità resta proteggere l’equilibrio della rosa; eventuali movimenti riguarderanno soprattutto chi ha trovato meno spazio e potrebbe cercare minutaggio altrove. In attacco, intanto, arrivano risposte confortanti: Monachello, rientrato dopo la rottura del crociato e una preparazione finalmente completa, sta ritagliandosi il proprio perimetro tecnico e carismatico, pronto a incidere quando la condizione lo sostiene.
FVS e arbitraggi: serve coerenza
Novità arbitrarie e tecnologia entrano nel dibattito. Per Pesce, l’FVS può aiutare gli ufficiali di gara, specie in Serie C, ma serve un principio non negoziabile: l’uniformità di giudizio. Su episodi chiave – rigori, fuorigioco, falli gravi – il criterio deve essere lo stesso in ogni stadio. Il riferimento è anche a uno scontro duro che ha coinvolto Ebone nella gara con l’Arzignano: richiamo al video, ma nessun giallo estratto. Segnali che alimentano la richiesta di coerenza, indispensabile per dare credibilità al torneo e proteggere l’incolumità dei calciatori.