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Picerno-Cosenza, De Luca: rabbia e mentalità salvezza

Al stadio Curcio va in scena Picerno-Cosenza, incrocio dal peso specifico enorme nel Girone C di Serie C. I lucani arrivano da quattro sconfitte nelle ultime cinque e vogliono invertire la rotta davanti al proprio pubblico; i calabresi, penultimi e ancora senza successi, cercano ossigeno e fiducia. Claudio De Luca non fa sconti: pretende ritmo, ordine e soprattutto quella mentalità da squadra che lotta per la salvezza, trasformando ogni duello ed episodio in un vantaggio. Guai, però, a sottovalutare un avversario ferito: l’orgoglio rossoblù è un fattore, e il tecnico lucano lo sa bene.

De Luca: rispetto per il Cosenza e focus su noi stessi

Nella conferenza della vigilia, De Luca ha rimarcato rispetto e prudenza: il Cosenza resta squadra strutturata, guidata da un allenatore preparato e reduce da un recente percorso fino ai playoff. L’idea è chiara: concentrazione sul proprio gioco, letture rapide e capacità di indirizzare “gli episodi” a proprio favore. Servirà essere intelligenti, forti nei momenti chiave e aggressivi quel tanto che basta per spostare l’inerzia. In un campionato livellato come questo, la differenza la fa chi resta lucido quando la gara si spezza, capitalizzando ogni palla inattiva, seconda palla e transizione positiva.

Continuità e cattiveria agonistica per tornare a correre

Il Picerno rifiuta alibi e picchi emotivi: quattro vittorie di fila non avevano esaltato il gruppo, così come il periodo complicato non ne incrina convinzione e lavoro. Ogni risultato, anche negativo, diventa materiale per crescere: si valutano contributo individuale, intensità e cattiveria agonistica. L’ultimo sorriso interno è arrivato col Cerignola; contro il Potenza è mancato solo il colpo del ko dopo una prova convincente. La squadra sente di avere dentro la “rabbia giusta” per riprendersi punti lasciati per strada, aggiustando dettagli che hanno fatto la differenza: gestione dei tempi di gioco, pulizia tecnica nell’ultimo passaggio e più presenza in area.

Niente sottovalutazioni: servono malizia e furbizia

Il messaggio dello staff è netto: una squadra “seria” trova motivazioni dentro lo spogliatoio, a prescindere da classifica e contesto. Contro il Cosenza non esistono approcci morbidi: serviranno attenzione continua e lo stesso livello di aggressività anche in caso di striscia positiva. Crescere significa completarsi non solo sul piano tecnico-tattico, ma pure caratteriale, allenando malizia e furbizia, qualità che nel calcio pesano quanto uno schema ben eseguito. Pressare con i tempi giusti, sporcare il ritmo avversario quando serve e riconoscere l’attimo per affondare: è questa la cassetta degli attrezzi richiesta da De Luca.

Esposito verso il rientro e le chiavi tattiche del match

Capitolo infermeria: Esposito è stato reintegrato in gruppo e punta il rientro, con la scelta tra titolarità o staffetta demandata alle ultime sensazioni condivise con lo staff medico. Sul piano tattico, l’allenatore invoca una gara “maschia”: duelli vinti, coperture preventive, compattezza tra i reparti. In alcuni frangenti servirà essere una squadra “sporca”, capace di adattarsi ai momenti; in altri, imporre la propria idea di gioco con coraggio tra le linee e pulizia nel fraseggio. Tenere la barra dritta sulla mentalità da salvezza è la condizione per far valere la qualità del gruppo, perché spesso una grande prestazione richiama anche il risultato.

Curcio caldo e posta alta: tre punti che pesano

L’ambiente calabrese convive con pressioni e voci attorno a Coppitelli, ma De Luca non si fida: i rossoblù hanno lottato in ogni uscita e restano pericolosi. Il Picerno, però, ha l’occasione di rimettersi in carreggiata nel proprio fortino, spinto da un pubblico che chiede concretezza. La ricetta passa da intensità senza pause, gestione dei momenti e cinismo nell’area avversaria. Portare a casa i tre punti significherebbe dare ossigeno alla classifica e, soprattutto, consolidare quella identità competitiva invocata dal tecnico per tutto il percorso.

Autore dell'articolo: legaprocalcio