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Potenza, ricorso respinto: De Marco squalificato 3 gare

Il colpo di scena che il Potenza sperava di evitare è arrivato: la Corte Sportiva d’Appello ha respinto il reclamo di Antonino De Marco, confermando la squalifica di tre giornate inflitta dopo il derby di Serie C contro il Picerno del 4 ottobre. L’udienza del 20 ottobre, tenuta in videoconferenza, non ha modificato l’orientamento del primo grado: ricorso bocciato e provvedimento disciplinare integralmente confermato. Per i rossoblù significa dover rinunciare al centrocampista nelle prossime uscite ufficiali, con uno stop pesante che arriva in un momento caldo del campionato e che rimette al centro il tema della tolleranza zero verso le condotte non conformi al regolamento.

Ricorso respinto dalla Corte Sportiva d’Appello

Il reclamo, presentato il 12 ottobre dal giocatore, puntava a una riduzione della sanzione comminata dal Giudice Sportivo. La Corte, esaminati gli atti e ascoltate le parti nell’udienza del 20 ottobre in modalità telematica, ha ritenuto infondati i motivi prospettati dalla difesa dell’atleta e ha disposto la conferma del provvedimento in ogni sua parte. In altre parole, resta valida la squalifica per tre giornate effettive di gara, senza misure attenuanti. Una decisione che ribadisce come, in presenza di episodi ritenuti di particolare gravità, il secondo grado tenda a tutelare il principio di proporzionalità della pena e la sicurezza dei protagonisti in campo.

Il caso: testata a gioco fermo nel derby col Picerno

L’episodio contestato è avvenuto al 30’ della ripresa del derby tra Potenza e Picerno, a gioco fermo. Secondo le risultanze ufficiali, il centrocampista rossoblù ha colpito un avversario con una testata al volto, comportamento qualificato come «condotta violenta». Nella definizione della sanzione sono pesati due elementi: l’intenzionalità e la pericolosità del gesto, ritenuto potenzialmente idoneo a provocare conseguenze lesive, e la delicatezza della parte del corpo raggiunta. È stato comunque considerato che l’avversario abbia potuto proseguire la gara, circostanza che non ha però evitato l’applicazione della sospensione tramutata in tre giornate.

Tre giornate effettive di stop per il Potenza

Con il rigetto del reclamo, De Marco dovrà scontare integralmente le tre giornate di squalifica già decise in primo grado. Per il Potenza significa fare i conti, nelle prossime partite ufficiali, con l’assenza di un profilo centrale in mezzo al campo, sia in fase di filtro sia nella prima costruzione. Lo staff tecnico dovrà rimodulare assetto e rotazioni, alzando la soglia di attenzione sul piano disciplinare. Il messaggio che filtra dal verdetto è chiaro: la tutela dell’incolumità degli avversari e il rispetto delle regole restano parametri dirimenti nelle valutazioni della giustizia sportiva.

Le motivazioni e il segnale alla Serie C

Il dispositivo della Corte insiste sulla natura volontaria del gesto e sulla zona sensibile colpita, criteri che sorreggono la conferma della pena. In chiave Serie C, il caso rappresenta un monito: le condotte violente non trovano margini di derubricazione in assenza di elementi oggettivi attenuanti. Per club e calciatori, la gestione emotiva resta determinante, soprattutto nei derby e nelle fasi calde di gara, quando l’asticella della tensione si alza. L’auspicio, per tutti, è che decisioni così nette aiutino a innalzare il livello di fair play e a ridurre episodi capaci di incidere sull’andamento di una stagione.

Autore dell'articolo: legaprocalcio