Una vittoria che pesa, anche perché arrivata al termine di una gara spezzettata, con due espulsioni e un finale da brividi. Daniele Bonera si gode il primo successo sulla panchina della Pro Vercelli, ma non si nasconde: l’atteggiamento è stato convincente, la qualità del gioco pure, eppure la partita poteva essere chiusa prima. In una Serie C sempre più equilibrata, i dettagli fanno la differenza: gestione dei momenti, lucidità in avanti, letture difensive quando la gara si accende.
Bonera: atteggiamento ok, gestione da alzare
Come nelle prime uscite, il primo tempo ha mostrato una Pro Vercelli propositiva e ordinata, capace di creare e di meritare un margine più ampio. Poi il doppio cartellino rosso ha rimescolato l’inerzia e, con l’equilibrio numerico ristabilito, i minuti finali si sono complicati. Per Bonera il punto critico resta la gestione del vantaggio: quando l’avversario resta in dieci occorre controllare ritmo e campo, impedendo che il match scivoli sui binari richiesti dall’altra squadra. «Fa parte del percorso — sottolinea —, abbiamo ragazzi giovani e lavoreremo per consolidare il controllo, in attacco come in difesa».
Cattiveria sotto porta e dati che parlano
Le occasioni non sono mancate, ma la finalizzazione ha lasciato strada a qualche rimpianto: pali (come quello di Sow) e imprecisioni hanno tenuto aperta la contesa. «Quando produci tanto devi capitalizzare», ricorda Bonera, citando le gare con Arzignano e Carpi come precedenti recenti. Il tecnico ha mostrato al gruppo numeri chiari: quanti gol arrivano dopo il 90’ e quanti li realizzano i subentrati. Un promemoria per restare concentrati fino all’ultimo e colpire con decisione. La mole c’è, ora serve più freddezza negli ultimi metri per trasformare il gioco in margine di sicurezza.
Fisico o tecnica? La chiave è nelle scelte
Sul piano atletico, Bonera esclude flessioni: «Siamo alla terza di campionato, la squadra sta bene». Più che di condizione, si tratta di pulizia tecnica e letture corrette, soprattutto quando si è avanti nel punteggio. Nel Girone A della Serie C, dove gli strappi di avversari rapidi e tecnici possono cambiare la partita in pochi secondi, la capacità di addormentare o accelerare i tempi diventa un asset strategico. Da qui la richiesta di maggiore gestione, senza perdere la spinta propositiva che ha già contraddistinto la squadra nelle prime uscite.
Focus sui singoli: Comi, Bertoli, Burruano
Comi e i rifornimenti giusti
Per Comi non è stata la gara più semplice, ma il centravanti resta un riferimento imprescindibile. «Dobbiamo servirlo meglio», ammette Bonera, che apprezza comunque il lavoro sporco e la presenza in area. L’ingresso di Bertoli ha creato un’altra palla-gol: segnali che confermano la qualità del reparto offensivo, da alimentare con cross e verticalità più precisi.
Burruano, jolly a tutta fascia
Burruano ha interpretato più posizioni con efficacia, incarnando lo spirito richiesto dal tecnico: duttilità e disponibilità. In questa fase Bonera lo vede meglio qualche metro più avanti, per incidere sull’ultimo passaggio e sulle seconde palle. L’obiettivo è mettere ciascun giocatore nella zona del campo dove può rendere al massimo, ottimizzando i compiti dentro un’identità di squadra già riconoscibile.
Infermeria e prossimi impegni
Capitolo Ciammaglichella: avvertito un indurimento muscolare dopo pochi minuti, scelta prudente di fermarsi per evitare guai più seri. La disponibilità del ragazzo non manca, ma lo staff tutela il medio periodo. Archiviati i tre punti, lo sguardo va subito alla trasferta di Treviso, altro test tosto sul calendario. Il lavoro ripartirà da ciò che funziona — atteggiamento e produzione offensiva — e da ciò che va levigato: gestione del vantaggio e finalizzazione, i due snodi per trasformare le buone prestazioni in vittorie meno sofferte.