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Sorrento inarrestabile: 6 su 6, primo nel Girone C

Sei gare, sei sorrisi. Il Sorrento ha acceso il Girone C di Serie C con un avvio che profuma d’impresa: punteggio pieno in campionato e pass agli ottavi in Coppa Italia. La scia vincente parte dalla rimonta esterna sulla Salernitana (2-1), passa per l’1-0 al Crotone e il 2-0 sul campo del Giugliano, e si consolida nel primo vero spartiacque della stagione: lo scontro diretto con il Picerno, piegato 1-0 da un destro potente di Cargnelutti al 44’. Identità chiara, solidità e una mentalità che non arretra di un passo neppure lontano da casa: sono questi i tratti che stanno trascinando i rossoneri, sempre più credibili in vetta alla classifica.

Numeri da capolista: 12 punti e cinismo rossonero

Con quattro giornate all’attivo, il Sorrento è l’unica squadra del Girone C a non aver lasciato per strada nemmeno un punto: 12 su 12, frutto di un’organizzazione tattica solida e di un pragmatismo spietato nelle aree di rigore. Il 2-0 a Giugliano porta le firme di Cargnelutti e Bolzan, mentre l’1-0 sul Picerno pesa doppio per il valore dell’avversario e il momento della giocata: un siluro dalla distanza che ha indirizzato lo scontro tra le allora imbattute. In mezzo, l’1-0 al Crotone testimonia la capacità di gestire i vantaggi e chiudere i conti con freddezza, qualità che stanno distinguendo una capolista capace di massimizzare ogni occasione.

Coppa Italia: rossoneri agli ottavi, imbattibilità intatta

Il percorso perfetto si riflette anche in Coppa Italia, dove i rossoneri hanno mostrato tenuta mentale e lucidità dal dischetto: fuori un’altra campana al primo turno ai rigori e bis contro il Giugliano al secondo (0-0, 3-2 d.c.r.). La qualificazione agli ottavi contro il Savoia certifica una rosa corta ma affidabile, capace di cambiare ritmo a gara in corso e restare compatta nei finali tirati. È un segnale forte: oltre alla classifica, il Sorrento sta costruendo autostima partita dopo partita, senza disperdere energie e con una gestione oculata dei momenti chiave, prerogative tipiche delle squadre che ambiscono a restare in alto fino alla primavera.

Maiuri e un gruppo granitico: identità e lavoro

Dietro questa cavalcata c’è la regia di Vincenzo Maiuri, tornato in estate per ridisegnare il profilo tecnico dei rossoneri. Blocchi stretti, linee corte, aggressività selettiva e idee chiare su transizioni e palleggio: l’allenatore ha ricucito il gruppo “dal mercato alla presidenza”, come trapela dall’ambiente, creando una catena decisionale coesa e rapida. L’esempio lampante è Cargnelutti, già determinante in due gare ravvicinate, ma la crescita è corale: attenzione difensiva, capacità di soffrire e puntualità nei dettagli. Una miscela che spiega il cinismo sotto porta e la freddezza nei finali, marchio di fabbrica di una capolista matura.

Il fattore stadio: un sogno chiamato casa

La marcia rossonera assume un valore speciale se letta accanto al tema impianti: da quattro stagioni il Sorrento non gioca nella propria città. Con lo Stadio Italia in riqualificazione, dopo tre annate al Viviani di Potenza, il club ha scelto il Donato Curcio di Picerno come casa temporanea, grazie alla disponibilità del club lucano. Un “esilio” che ha rinsaldato il legame con i tifosi, uniti dallo slogan “Il Sorrento a Sorrento”, e impreziosito dal messaggio sociale “Lasciateci sognare” dopo il colpo sul Picerno. La distanza non ha indebolito la spinta: anzi, sembra aver dato ai rossoneri una motivazione ulteriore, trasformando ogni trasferta in un’occasione per misurare ambizione e carattere.

Autore dell'articolo: legaprocalcio