La Reggiana arriva a Grosseto con l’urgenza di ritrovare la continuità smarrita: tre passi falsi nelle ultime quattro gare, con l’unico sussulto contro la Torres, hanno rallentato la corsa dei granata, ora quarti a 17 punti e a -11 dalla vetta del Girone B di Serie C. Attilio Tesser non cerca alibi: tra infortuni, trasferte ravvicinate e imprevisti di calendario, il focus resta sulla prestazione. Il tecnico pretende il ripetersi dell’atteggiamento visto con la Torres e invoca più concretezza sotto porta, anche da parte dei centrocampisti. L’aria che si respira è quella delle settimane che pesano: Grosseto domenica, poi un altro impegno rapido. Servono lucidità, gamba e, soprattutto, una traccia tecnica riconoscibile dal primo all’ultimo minuto.
Verso Grosseto: ritmo alto e linee aggressive
Il Grosseto si presenta come una delle sorprese più fresche del campionato: terzo posto, +2 sulla Reggiana e un’identità propositiva che abbina corsa, intensità e coraggio. È una squadra giovane, dinamica, che ama giocare palla a terra e tende a produrre molte conclusioni, oltre a ingaggiare numerosi duelli. La sua linea difensiva alta, aggressiva e senza timori, richiama per certi tratti quanto visto contro lo Spezia. Per i granata sarà cruciale evitare di affidarsi al lancio lungo come unica soluzione: serviranno tempi di gioco puliti, circolazione veloce, smarcamenti preventivi e letture in anticipo sugli inserimenti avversari. La gara promette ritmo e transizioni: chi saprà gestire meglio l’uscita pulita dal basso e il primo pressing potrà indirizzare l’inerzia.
Emergenza esterni e recuperi lenti
Bertagnoli, Ponsi e Tripaldelli: i nodi
Le defezioni pesano soprattutto sugli esterni: su quattro interpreti, due sono ai box. Ponsi fatica a rientrare e i tempi si sono dilatati; Tripaldelli convive con un problema più recente. Il caso più complesso resta Bertagnoli: dalla gara col Vado del 6 settembre si trascina un guaio alla caviglia, ha provato a stringere i denti restando nel gruppo, ma il dolore limita spinta e continuità; lo staff ha scelto un ulteriore stop con terapie mirate. Segnali incoraggianti, invece, da Enri, rientrato, e da profili con noie circoscritte come Castagnetti. Tesser lo dice chiaro: è un limite avere due esterni fuori, ma non un alibi. Ci sono alternative in rosa e su quelle farà affidamento, chiedendo affidabilità nelle due fasi e attenzione ai dettagli difensivi.
Identità e moduli: 4-3-1-2 di base, opzione difesa a tre
Il sistema di riferimento resta il 4-3-1-2, ma l’allenatore non esclude la difesa a tre come soluzione temporanea legata al momento. Non un cambio di rotta strutturale, piuttosto un adattamento funzionale all’organico e agli avversari. Contro chi tiene il blocco alto, la richiesta è di non «buttare via» il pallone: costruzione paziente, ricerca del terzo uomo, attacchi in profondità sincronizzati e ampiezza data a tempo, senza scoprire il fianco alle ripartenze. Lo staff lavora in équipe su analisi video e condizione fisica; poi Tesser, decisionista per indole, tira le somme e sceglie. L’obiettivo è dare solidità dietro e mantenere un fronte offensivo capace di alzare i giri quando si apre il campo tra linee.
Centrocampo, gerarchie e gol attesi dagli inserimenti
La richiesta è esplicita: servono più gol dei centrocampisti. Portanova ha già colpito, ma Tesser vuole reti distribuite e inserimenti puntuali a supporto delle punte. Davanti alla difesa sarà ancora Jonsson a garantire filtro e gamba, soluzione che ha dato equilibrio nella prima parte di stagione. Crisetig è ora al 100%: esperienza, letture tecniche e capacità di organizzare il gioco lo rendono prezioso quando la squadra è compatta e copre bene l’ampiezza; in quei contesti può abbassarsi da regista per dettare i tempi. Le gerarchie non sono rigide: contano condizione, avversario e caratteristiche. L’asticella, però, è fissata sulla produttività negli ultimi 30 metri e sulla lucidità nelle seconde palle.
Calendario serrato e testa al campo
La sequenza Torres-Pineto-Grosseto (con viaggio lungo e un incidente legato al maltempo) e un nuovo impegno a breve distanza impone gestione delle energie e qualità del lavoro settimanale. Si entra nel vivo del primo terzo di campionato: è il momento delle indicazioni che contano. Dallo spogliatoio filtra compattezza: strutture adeguate, stipendi in regola e focus sul campo. Le distrazioni restano fuori, anche grazie a regole chiare — telefoni spenti durante allenamenti e gara — per proteggere la concentrazione. A Grosseto i granata cercano punti pesanti e, soprattutto, quella continuità invocata dal tecnico: condizione necessaria per riaccendere l’ambizione nel Lega Pro Girone B e riattaccare le posizioni di vertice.