Serie C, girone B, decima giornata: il Treviso arriva alla sfida con la Folgore Caratese animato da un sentimento chiaro, la rivalsa. Edoardo Gorini ha chiesto alla squadra di trasformare la delusione per i punti lasciati a Ospitaletto in energia positiva. Quella sconfitta, vissuta come un episodio non rappresentativo dell’andamento del match anche dagli avversari, ha acceso la miccia: nella seduta settimanale lo staff ha curato dettagli, ritmo e scelte nell’ultimo terzo di campo per ritrovare efficacia e lucidità nelle situazioni chiave.
Concretezza sotto porta e identità di gioco
Il filo conduttore del lavoro è stato la realizzazione: il Treviso produce occasioni, ma deve capitalizzare meglio. Da qui esercitazioni su tempi d’inserimento, attacco dell’area e freddezza davanti al portiere. Senza snaturarsi, perché l’identità resta la stessa: pressing alto, aggressività nei duelli e capacità di leggere i momenti del match. Gorini vuole una squadra coraggiosa che rubi palla in avanti, ma anche matura nel riconoscere quando consolidare il possesso, addormentare il ritmo o accelerare per colpire in transizione.
Folgore Caratese in crescita e insidia del sintetico
Di fronte, una Folgore Caratese reduce da un cambio in panchina avvenuto da circa dieci giorni e pronta a sfruttare la spinta del pubblico di casa. Rosa competitiva, motivazioni alte e un fattore campo non secondario: si gioca su campo sintetico. Parametro che impone reattività su rimbalzi e conduzioni, precisione nell’appoggio e gestione delle seconde palle. Il contesto promette una gara intensa, fatta di duelli e ritmo, nella quale i dettagli tecnici e mentali possono incidere in modo decisivo.
Le chiavi tattiche del match
Per Gorini, il primo snodo sarà la qualità del primo pressing: schermare le linee di passaggio centrali e indirizzare il possesso avversario sulle corsie, dove aggredire con raddoppi, sarà fondamentale. Altro tema, la pulizia delle uscite dal basso per sfuggire alla pressione e trovare ampiezza in velocità. In area, serviranno attacco feroce sul primo pallone e prontezza sulla respinta. L’energia emotiva dovrà diventare disciplina: canalisare la rabbia sportiva, mantenere baricentro compatto e lucidità nelle scelte offensive è il passo richiesto per trasformare la voglia di riscatto in punti pesanti.