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Giugliano, Mazzamauro: ‘Mai la D. Con Agovino risaliremo’

Nuovo corso a Giugliano: con la presentazione di Massimo Agovino in panchina, il presidente onorario Mazzamauro mette in chiaro obiettivi e metodo. Niente allarmismi e zero spazio alle illazioni: la società vuole restare protagonista in Serie C, stoppando le voci su una strategia orientata alla Serie D. Il numero uno gialloblù rilancia, chiedendo unità d’intenti e pazienza, convinto che la squadra disponga di valori tecnici superiori alla posizione attuale in classifica e che, con la guida giusta, possa cambiare passo.

Agovino, un inseguimento lungo tredici anni

Mazzamauro racconta un’ammirazione che parte da lontano: «Agovino lo seguo da sempre». Dopo tentativi andati a vuoto in passato, le strade si ricongiungono oggi. La scelta, spiega, non è solo di pancia: si fonda su stima professionale e sulla convinzione che il tecnico possa gestire al meglio un organico che «non è da bassa classifica». Non una «Ferrari», ma una macchina solida, capace di affidabilità se condotta con idee chiare, intensità e disciplina. L’obiettivo è invertire la rotta immediatamente, restituendo identità e continuità a un gruppo che ha bisogno di fiducia e di un orizzonte tecnico riconoscibile.

Nessun progetto per la D: posizione netta del club

Sulle voci di un club rassegnato alla retrocessione, il presidente è tranchant: puntare alla Serie D sarebbe un autogol economico e sportivo. «Dopo i sacrifici fatti, retrocedere significherebbe azzerare investimenti e valore del titolo», afferma. Parole dure che spazzano via i rumor e ribadiscono l’ambizione di rimanere competitivi tra i professionisti. Il messaggio è chiaro: il Giugliano non si consegna al destino, ma rilancia con un progetto tecnico mirato e una società determinata a proteggere il percorso costruito negli ultimi anni.

L’appello alla piazza: meno pressioni, più sostegno

Mazzamauro chiede un clima di tranquillità intorno alla squadra. La pressione eccessiva, sottolinea, rischia di diventare un freno. Serve l’energia dei tifosi, vicinanza vera e toni costruttivi: solo così il gruppo potrà ritrovare serenità e massimizzare il lavoro settimanale. L’invito è a trasformare le critiche in supporto, evitando di «aizzare» l’ambiente: con coesione, il club è convinto di raggiungere l’obiettivo salvezza e, una volta ritrovato equilibrio, alzare l’asticella per tornare a competere stabilmente nel cuore della Serie C.

Antonazzo nel mirino? Difesa e chiarimenti sui vincoli

Il presidente blinda il direttore sportivo Angelo Antonazzo, lodandone serietà e competenza. Non è semplice operare con un budget definito, una «lista chiusa» e l’obbligo di far giocare gli under: incastri complessi che impongono scelte misurate. Secondo Mazzamauro, il ds ha portato a termine operazioni di valore in relazione ai vincoli imposti dal regolamento e alle necessità di sostenibilità. L’arrivo di Agovino, in questa cornice, aggiunge una guida tecnica capace di valorizzare le risorse esistenti e di dare una direzione tattica coerente.

Errori, lezioni e ruoli: costruire e poi scegliere

Gli ultimi due campionati sofferti hanno lasciato insegnamenti preziosi. Mazzamauro ammette che talvolta il confronto «a più voci» nelle scelte può complicare il disegno sportivo: per questo ribadisce una governance chiara, con il direttore sportivo che costruisce la rosa e l’allenatore che ne verifica la funzionalità tecnica. Una divisione dei ruoli netta per accelerare i processi e ridurre le zone grigie. Ora la priorità è voltare pagina: Agovino porta entusiasmo e un metodo preciso, la società garantisce stabilità, la piazza può fare la differenza. Il campo dirà se la scossa è arrivata.

Autore dell'articolo: legaprocalcio