Parole nette e senza sconti da Valerio Antonini, presidente del Trapani, che dopo l’amichevole con la Juniores ha messo in fila risultati, prospettive e conti. Dal derby con il Siracusa al progetto stadio a Erice, passando per il vivaio e per un allarme forte sullo stato del calcio italiano, il quadro è chiaro: tra calcio e basket ha investito 27 milioni in tre anni che oggi “valgono zero”, mentre in Serie C avanza il timore di un sistema sempre più fragile. In parallelo, il club accelera sul fronte infrastrutture e valorizza i migliori talenti del 2009, mentre si valuta con prudenza l’ipotesi di un titolo sportivo in altra categoria professionistica per garantire stabilità e ambizione.
Derby di Siracusa e peso delle assenze
L’1-1 nel derby ha lasciato sensazioni positive al Trapani, soprattutto per reazione e solidità nel finale. Antonini respinge letture distorte e ricorda le sanzioni comminate a entrambe le squadre, segnale di responsabilità condivise e di un risultato, l’1-1, sostanzialmente corretto. Il nodo resta tecnico: le pesanti assenze dei due attaccanti designati hanno ridotto drasticamente il potenziale offensivo, fino al 70% secondo il presidente. Con loro a disposizione sin dalle prime giornate, è convinto che la classifica sarebbe diversa. Una fotografia che spiega equilibrio e rimpianti in un campionato di Serie C più competitivo del previsto.
Sanzioni e ricostruzioni
La Procura federale ha colpito entrambe le parti, confermando che il dopo-gara è sfuggito oltre misura. Antonini rivendica la difesa del gruppo, infastidito da una ricostruzione ritenuta ingenerosa. Il messaggio è chiaro: protezione dello spogliatoio sì, ma con l’obiettivo di riportare il focus sul campo e sulla continuità di rendimento, appena gli infortunati rientreranno.
Corsa al vertice: Reggina favorita solo per inerzia
Nel borsino delle rivali non c’è chi domini: la Reggina è ritenuta avanti “per inerzia”, ma fatica a imporsi con costanza. L’idea di Antonini è che il torneo sia molto più livellato di quanto si credesse in estate e che il Trapani, a pieno organico, avrebbe potuto stare nel gruppo di testa. L’invito, allora, è a tenere alto il livello competitivo settimana dopo settimana, perché in un contesto così bilanciato ogni serie utile può cambiare la geografia della classifica e riaprire la lotta per il primato.
Juniores e classe 2009: la linea verde
L’amichevole ha messo in luce una Juniores ben organizzata e profili già pronti a fare il salto. Quattro-cinque ragazzi classe 2009 entreranno stabilmente in gruppo con la prima squadra, anche in previsione del regolamento che impone l’utilizzo dei 2009 qualora non arrivasse la promozione. Il club sta lavorando per blindarli con i primi contratti, intenzionato a costruire in casa una base tecnica solida e sostenibile. La linea verde non è solo un’esigenza regolamentare, ma una scelta strategica per aumentare competitività e valore patrimoniale.
Contratti per i talenti
La programmazione prevede percorsi individuali, minutaggio graduale e staff dedicati. L’obiettivo è evitare salti nel vuoto: i 2009 più pronti saranno integrati con criterio, mentre gli altri seguiranno un piano di crescita mirato, così da trasformare l’obbligo in opportunità tecnica ed economica.
Stadio, Erice e contenzioso: l’incrocio decisivo
Il dossier stadio avanza con il Comune di Erice: il club si prepara a presentare il progetto nella prossima settimana, con la consapevolezza di dover presidiare ogni dettaglio degli investimenti. Sullo sfondo, lo scontro con il Libero Consorzio, dove – racconta Antonini – si è arrivati a discutere persino della natura giuridica dell’accordo, tra “convenzione” e “locazione”, per giustificare una richiesta di sfratto. Una vicenda definita tragicomica: tragica per i danni economici e d’immagine arrecati alla società e alla città, comica per la credibilità di un ente pubblico in un confronto legale di tale livello.
Investimenti, fallimento e nuove strade
Il bilancio personale pesa: dal 5 maggio 2023 a oggi, tra Trapani Calcio e Trapani Basket, sono usciti 27 milioni di euro che, a conti fatti, oggi “valgono zero”. Antonini parla di fallimento imprenditoriale e se ne assume la responsabilità, ammettendo errori costati carissimo e la necessità di circondarsi di persone diverse. Intanto conferma la trattativa per rilevare un titolo sportivo in una categoria professionistica: vista l’entità degli importi e la delicatezza del tema, la decisione sarà presa con prudenza, scegliendo con cura “su quale sedia sedersi”.
Fisco e riforma Lega Pro: il rischio collasso
Il confronto internazionale è impietoso: trattando un club di Serie C spagnola, Antonini stima che a fronte di 100mila euro netti di ingaggi, le tasse incidano per il 25%, contro il 230% in Italia. Da qui l’appello a una riforma della Lega Pro: due soli gironi e una sorta di Serie B2 propedeutica, con spazio prioritario ai giovani. La riforma Zola è vista come un primo passo, ma senza una riforma fiscale il sistema non regge: per il presidente, il 60% delle società professionistiche è esposto a un possibile collasso finanziario, anche perché il credito bancario si è rarefatto. Serve un quadro sostenibile per ridare ossigeno ai conti e competitività al movimento.