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Gubbio, svolta mancata: Braglia, tre ko e zero gol

Gubbio, la scossa attesa non arriva in Serie C

Il cambio in panchina doveva rimettere in moto il Gubbio, ma la scossa non è ancora arrivata. Dopo l’esonero di Mimmo Di Carlo, la società ha chiamato Piero Braglia, tecnico esperto che conosce il club e l’ambiente del Girone B di Serie C. L’impatto però è stato brusco: in tre gare sono arrivate tre sconfitte consecutive, tutte senza reti all’attivo, contro Spezia, Atalanta U23 e Pineto. Una striscia negativa che pesa sulla classifica: gli umbri restano penultimi, davanti soltanto alla Vis Pesaro, e vedono complicarsi il percorso verso una salvezza serena. A complicare il quadro, diversi problemi fisici e una condizione non ottimale di alcuni titolari, fattori che hanno ridotto le rotazioni e reso più fragile la fase offensiva.

Tre ko consecutivi e zero gol: i numeri

Il segnale più allarmante è la sterilità sotto porta: tre partite senza gol raccontano di un attacco che fatica ad accompagnare l’azione e a riempire l’area. Le squadre di Braglia di solito costruiscono pressione e verticalità, ma il tempo per trasferire principi e automatismi è stato minimo. Si vede qualche passo avanti nella fase difensiva, alternato però a black-out che costano caro. Mancano collegamenti tra centrocampo e punte, così come precisione nell’ultimo passaggio. Anche le palle inattive, potenziale arma, finora non hanno inciso. Per invertire la tendenza servono più coraggio tra le linee, attacchi alla profondità e una migliore gestione degli episodi.

Dove nascono le difficoltà

Il trittico di avversarie non era semplice, ma ha evidenziato limiti ricorrenti. Con lo Spezia è venuta fuori la differenza di ritmo; contro Atalanta U23 la freschezza degli under ha messo in crisi il pressing eugubino; a Pineto è mancata lucidità nelle scelte negli ultimi sedici metri. In ogni gara il Gubbio ha creato sprazzi interessanti, senza trasformarli in occasioni pulite. Le sostituzioni hanno portato energia ma non il guizzo. Nei momenti chiave, un errore tecnico o una lettura tardiva hanno ribaltato inerzia e fiducia. È su questi dettagli che lo staff sta insistendo, lavorando per ridurre gli sbalzi di rendimento nell’arco dei novanta minuti.

Ambiente caldo e contestazione dei tifosi

Intanto, il clima attorno alla squadra si fa più caldo. Secondo quanto riportato da Il Messaggero, una parte dei tifosi contesta la scelta della panchina e chiede un cambio di passo immediato. La dirigenza ha puntato su Braglia per esperienza, carisma e conoscenza della piazza, convinta che possa rimettere in carreggiata un gruppo condizionato dagli infortuni. Serve però compattezza: comunicazione chiara, responsabilità condivise nello spogliatoio e sostegno dell’ambiente possono diventare leve decisive per proteggere una rosa giovane da pressioni eccessive.

La strada per rialzarsi

Nel breve termine l’obiettivo è semplice e prioritario: interrompere la serie negativa e sbloccarsi in avanti. Un gol può cambiare volto alla stagione del Gubbio, restituendo fiducia a chi deve decidere negli ultimi metri. Il lavoro settimanale punta su ritmo, aggressività e sincronismi tra reparti, con l’idea di ritrovare identità e punti nel Girone B. In un campionato equilibrato come la Serie C, basterà una scintilla per riaprire la corsa: solidità, concretezza e gestione dei momenti saranno le parole chiave per lasciare il penultimo posto e rialzare la testa.

Autore dell'articolo: legaprocalcio